Affrontare una separazione o una disputa familiare può essere un percorso complesso e stressante. Spesso ci si trova davanti a consigli contrastanti: da un lato l’avvocato che tutela i diritti legali delle singole persone, dall’altro il mediatore familiare che propone un percorso collaborativo, invece, con l’obiettivo di trovare in tempi ragionevoli una soluzione accettabile per tutti. Non è raro sentirsi dire: “Il mio avvocato mi sconsiglia la mediazione familiare”. Ma perché succede?
Avvocati e mediatori: ruoli diversi
Prima di tutto, è importante capire che l’avvocato e il mediatore familiare hanno ruoli molto diversi, ma non contrapposti. Gli avvocati sono, per definizione, “di parte”: si occupano di tutelare i diritti legali delle singole persone, nel rispetto della legge. Il mediatore familiare, invece, è una figura neutrale, che osserva la situazione da un altro punto di vista: il suo compito è facilitare la comunicazione e aiutare le persone a trovare un accordo condiviso, accettabile per tutti. Non è un giudice, quindi non decide chi ha ragione né impone decisioni, ma lavora affinché le persone trovino soluzioni in modo collaborativo, concentrandosi sugli obiettivi comuni piuttosto che sui motivi di contrapposizione.
Perché alcuni avvocati sconsigliano la mediazione
Ci sono diverse ragioni per cui un avvocato potrebbe essere prudente o contrario alla mediazione:
- Scetticismo o poca conoscenza del metodo
Non tutti gli avvocati conoscono a fondo la mediazione familiare e alcuni nutrono ancora dei pregiudizi. Collaborare con un mediatore familiare rappresenta, per alcuni avvocati di famiglia, una vera e propria novità: è un modo diverso di approcciare il proprio lavoro, e non tutti sono a proprio agio con questo cambio di prospettiva. - Paura che il cliente accetti condizioni svantaggiose
Alcuni avvocati temono che i loro clienti non sappiano fare adeguatamente i loro interessi e finiscano con l’accettare accordi meno favorevoli di quelli che (idealmente) avrebbero potuto ottenere in tribunale. In realtà, il mediatore ha competenze giuridiche e, in ogni caso, gli accordi presi in mediazione vengono depositati in tribunale dagli avvocati, i quali possono suggerire eventuali modifiche o integrazioni. - Paura che il mediatore sminuisca il loro ruolo
Soprattutto gli avvocati che non hanno molta esperienza con la mediazione familiare, hanno il timore di venire marginalizzati e di non poter incidere sul piano decisionale. In verità, il mediatore familiare è un professionista della relazione e sa instaurare un clima di collaborazione nel rispetto di tutti i professionisti coinvolti, avvocati compresi.
I vantaggi della mediazione familiare
Quando le condizioni lo permettono, e le persone sono disposte a trovare un accordo invece di portare la contesa davanti al giudice, la mediazione familiare può offrire importanti benefici:
- Riduce lo stress del conflitto, soprattutto se ci sono figli coinvolti.
- Permette di trovare soluzioni personalizzate, più adatte alle esigenze della famiglia.
- Accorcia i tempi e riduce i costi, rispetto a una causa legale.
Come conciliare i due punti di vista
La chiave è la comunicazione. Parlare apertamente con avvocato e mediatore delle proprie priorità e preoccupazioni permette ad entrambi di porsi in un’ottica di collaborazione, invece che di contrapposizione. In questo modo, potrai prendere una decisione informata, consapevole e più serena.
Se il tuo avvocato ti sconsiglia la mediazione familiare, non significa necessariamente che stia sbagliando: sta valutando la tua situazione dal suo punto di vista. Allo stesso tempo, la mediazione familiare può effettivamente rappresentare un’opportunità, per gestire i conflitti in modo più efficace e costruttivo. Informarsi e capire pro e contro ti aiuterà a scegliere la strada più adatta alla tua famiglia.
