Coordinazione genitoriale
Con la Riforma Cartabia, quando la mediazione familiare non è possibile a causa di un livello di conflittualità troppo elevato, si può ricorrere alla coordinazione genitoriale.
Il coordinatore genitoriale è una sorta di mediatore speciale, formato per gestire situazioni delicate, e interviene con azioni mirate: pochi ma fondamentali accordi organizzativi che permettono la gestione della vita quotidiana dei figli, al centro di conflitti che sembrano irrisolvibili.
Molto spesso questo strumento viene attivato dal Tribunale, ma è sempre più frequente che siano gli avvocati, dopo mesi o anni di tentativi di accordo falliti, a suggerire la figura del coordinatore genitoriale, vero specialista della relazione ad alta conflittualità.
Come funziona il percorso
Quando riceve l’incarico direttamente dal giudice, il coordinatore segue un iter standardizzato, coinvolgendo anche gli avvocati per ottenere informazioni e favorire la sospensione delle ostilità legali. Al termine del percorso, redige una relazione finale che illustra al giudice l’andamento e i risultati dell’intervento.
Anche i figli della coppia vengono ascoltati, considerando la situazione di alta conflittualità in cui si trovano a vivere. L’obiettivo è favorire l’espressione dei loro vissuti e aiutare i bambini a non sentirsi responsabili della situazione familiare né a assumere il ruolo di “difensore” di uno o di entrambi i genitori.
Il Piano Genitoriale
Al termine del percorso, il coordinatore genitoriale consegna al giudice e/o agli avvocati il Piano Genitoriale, sottoscritto dai genitori. In questo documento vengono stabilite le regole per la gestione della quotidianità dei figli, garantendo un rapporto equilibrato tra le due figure genitoriali, nel rispetto della bigenitorialità.
Ogni bambino ha diritto a un rapporto stabile e sereno con ciascun genitore, e qualsiasi accordo legale deve partire da questo presupposto.
Come coordinatore genitoriale, spesso ripeto alle coppie di considerarmi una sorta di “avvocato dei figli”, perché il mio obiettivo è dare voce ai loro bisogni, ponendoli sempre al centro di ogni intervento.
