Credo fermamente che un buon professionista della relazione debba formarsi costantemente, non tanto per riempire la propria “cassetta degli attrezzi” di strumenti sempre nuovi, quanto per mantenere allenata la capacità di assumere prospettive diverse dalla propria. È una competenza fondamentale, se si vuole mediare il conflitto in modo autenticamente professionale.
Il Master in Criminologia Clinica e Scienze Forensi
Lo scorso 8 ottobre 2025 ho discusso la tesi del Master di I livello in Criminologia Clinica e Scienze Forensi
presso l’Università Giustino Fortunato di Benevento, un percorso della durata di 1500 ore che mi ha profondamente arricchita.
Il titolo della mia tesi è stato “Le Esperienze Sfavorevoli Infantili e la violenza assistita”, con relatrice l’ottima professoressa Carmen Festa.
In questi 25 anni di lavoro nell’ambito educativo e della mediazione familiare, ho avuto la fortuna di formarmi su temi afferenti ad ambiti molto diversi: psicologico, legale, pedagogico, neurobiologico e forense. Questo Master ha ampliato ulteriormente la mia visione, offrendomi la possibilità di approfondire discipline nuove come:
- psicologia della testimonianza
- sistemi giudiziari comparati
- psicopatologia e neuroanatomia
- devianza minorile
- criminologia e devianza sociale
- corti di giustizia europea (CGUE) e corti nazionali
La mia tesi e il tema della riparazione del danno
Ho scelto di dedicare la mia tesi al tema della riparazione del danno nei bambini esposti a contesti familiari disfunzionali, un argomento che mi appassiona da anni.
In particolare, mi sono concentrata sugli special tasks dei genitori adottivi, che spesso si trovano ad accompagnare figli con special needs, portatori di esperienze infantili dolorose e talvolta traumatiche. Sono bambini che spesso hanno vissuti abbandonici, che possono renderli respingenti e difficili da accogliere pienamente.
Superare le esperienze sfavorevoli
Nel mio percorso ho imparato che è possibile superare anche le esperienze sfavorevoli infantili, perché i modelli operativi interni non sono fissi: evolvono per tutta la vita.
Accompagnare una persona a dare nuovi significati alle proprie esperienze, anche traumatiche, significa offrirle la possibilità di costruire nuove narrazioni di sé e del proprio mondo relazionale.
Dalla mediazione familiare alla crescita personale
Inevitabilmente, durante questo lavoro ho pensato alle coppie che incontro in mediazione.
Ogni crisi, anche la più dolorosa, può essere un’occasione per riorganizzare i rapporti, per attribuire al conflitto un significato non distruttivo, per lasciare andare ciò che non porta più frutti e preservare le parti buone della relazione.
Soprattutto quando ci sono dei figli, salvaguardare la genitorialità è un impegno fondamentale: è quello che facciamo, ogni giorno, nel lavoro di mediazione familiare.
